Grotta di  Santa Lucia

Questa grotta, per la sua origine e il suo rapporto con l’uomo, è diversa da tutte le altre.
A differenza della maggior parte delle grotte del Nerone, la sua origine è, almeno in parte, dovuta ad azione antropica. Circa 93 milioni di anni fa, un fenomeno di portata planetaria, ha fatto sì che nelle acque dei mari si fermassero le correnti e i rimescolamenti orizzontali creando fondali privi di ossigeno. Quando le cose si sono normalizzate, normali sedimenti si sono sovrapposti a circa un metro di sedimenti organici non ossidati, creando un orizzonte stratigrafico dal colore nerastro, il Livello Bonarelli, che funge da marcatore per l’Appennino umbro-marchigiano, visibili nella faglia prossima al passaggio tra Scaglia Bianca e Scaglia rossa. molto probabilmente il volume ipogeo della grotta è frutto del lavoro di animali e soprattutto dell’uomo, per farne probabilmente un luogo di ritiro e di culto. Risalgono a tempi lontani il rudimentale altare o tabernacolo e l’affresco che lo sormonta dedicato alla Santa martire Lucia di Siracusa, protettrice della vista in virtù del nome latino lux (luce) e ricade il 13 dicembre, il giorno più corto dell’anno e da quel giorno rinasceva la luce, metafora della vista.

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